Rassegna Stampa

31 ottobre 2023

Manovra, il governo prova a blindarla in Parlamento. Ci riuscirà?

Fonte: ilsole24ore.com

Per la più importante legge dell’anno la sua sostanziale inemendabilità potrebbe costituire un precedente ai limiti della forzatura sia in termini di regole scritte che di prassi. L’invito a non presentare emendamenti può certamente essere rivolto alla maggioranza che sostiene il Governo, ed è una scelta di carattere prevalentemente politico, ma non può investire allo stesso modo il diritto-dovere da parte dei singoli parlamentari

Provare a blindare la manovra in Parlamento, così da accelerarne al massimo l’approvazione senza rischiare incidenti di percorso. Se questa è l’intenzione del Governo, ora che le faticose e reiterate riscritture della legge di Bilancio si sono materializzate nel testo definitivo che passerà all’esame del Senato, è lecito chiedersi se sarà possibile – caso più unico che raro nella storia recente delle sessioni di bilancio – che nel corso dell’esame parlamentare della manovra non venga approvato alcun emendamento e che di conseguenza il testo che approda ora al vaglio di Palazzo Madama sia da considerarsi definitivo.

Rischio forzatura
Per la più importante legge dell’anno la sua sostanziale inemendabilità potrebbe costituire un precedente ai limiti della forzatura sia in termini di regole scritte che di prassi. L’invito a non presentare emendamenti può certamente essere rivolto alla maggioranza che sostiene il Governo, ed è una scelta di carattere prevalentemente politico, ma non può investire allo stesso modo il diritto-dovere da parte dei singoli parlamentari (sia di maggioranza che dell’opposizione) di presentare sia in commissione che in aula proposte emendative della manovra. L’iniziativa delle leggi – dispone l’articolo 71 della Costituzione – appartiene al Governo e a ciascun membro delle Camere e agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. La normale dialettica parlamentare passa dunque attraverso l’esame dei provvedimenti legislativi e non può essere compressa, perché si violerebbe in tal modo un principio-cardine del nostro ordinamento costituzionale. Gli emendamenti saranno dunque presentati e discussi, fatto salvo il parallelo diritto-dovere da parte del Governo e della maggioranza di respingerli. Stessa sorte tocca agli ordini del giorno, che appartengono anch’essi alla normale attività legislativa.

31 ottobre 2023

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