Rassegna Stampa
27 novembre 2019
Quando il dipendente “sbrocca” sui social: così si rischia il licenziamento
Fonte: ilsole24ore.com
Insultare il proprio capo o l’azienda su un social network aperto a tutti è più grave, dal punto di vista disciplinare, rispetto a una critica o a un insulto che avviene in una chat chiusa. Sembra una distinzione che si sta facendo largo nella giurisprudenza, sempre più spesso chiamata a valutare la rilevanza disciplinare dell’uso – a volte disinvolto – dei social media e a decidere sulla legittimità di licenziamenti inflitti per messaggi considerati lesivi delle aziende.