Rassegna Stampa

21 gennaio 2020

Salute

Coronavirus cinese. Burioni: rischio arrivo in Italia non è minimo, 25 è capodanno massima allerta aeroporti

Fonte: medicalfacts.it

Il nuovo virus che provoca la polmonite nell’uomo, partito dal mercato del pesce della città cinese di Wuhan, si sta diffondendo in maniera molto veloce. E le autorità di Pechino, come sempre, hanno cercato di minimizzare il pericolo.

Pessime notizie dalla Cina. Il nuovo virus, del quale abbiamo parlato pochi giorni fa, è diventato in grado di trasmettersi da uomo a uomo. È quindi accaduto quello che noi virologi chiamiamo “spillover”, ovvero “tracimazione”. Un virus è passato da un animale a un uomo e si è adattato all’uomo: ora è a tutti gli effetti un virus umano. Un nuovo virus umano.

Della natura del virus parleremo poi; adesso vediamo le implicazioni immediate. Prima di tutto: la situazione è molto confusa. Nella migliore tradizione le autorità cinesi – che a fine 2002 ritardarono in maniera inaccettabile la diffusione di notizie sulla SARS, non consentendo una pronta risposta internazionale contro questa malattia -, si sono comportate in maniera non molto diversa. Per tre settimane hanno sostenuto che la trasmissione da uomo a uomo non avveniva e hanno tenuto fermo a 59 casi il conto dei malati.

Quando poi gli studiosi dell’Imperial College hanno messo nero su bianco quello che tutti gli esperti pensavano, ovvero che il numero di casi era immensamente più alto (gli inglesi li hanno stimati in 1.700, ma secondo me sono di più), anche i cinesi hanno dovuto calare la maschera, ma tenendosi sempre molto, troppo bassi.

 

21 gennaio 2020

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