Rassegna Stampa

08 aprile 2020

Cina condivide esperienza su ospedali d’emergenza

Fonte: XINHUA Notiziario Ansa

Un team cinese ha pubblicato una ricerca sugli ospedali d’emergenza, evidenziando l’importanza su larga scala degli ospedali temporanei nella risposta nazionale all’epidemia di malattia da nuovo coronavirus (COVID-19), nonché nelle future epidemie ed emergenze sanitarie.

Gli ospedali di fortuna (Fangcang in cinese) sono “grandi ospedali temporanei costruiti convertendo luoghi pubblici, come stadi e centri espositivi, in strutture sanitarie per isolare dalle loro famiglie e comunità i pazienti affetti da una malattia infettiva che presentano sintomi da lievi a moderati, fornendo loro assistenza medica, monitoraggio della malattia, cibo, alloggio e attività sociali”, afferma lo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.

I ricercatori hanno spiegato perché i responsabili politici cinesi hanno deciso di non ricorrere all’isolamento domestico per i pazienti di COVID-19 con sintomi da lievi a moderati. Le prime evidenze epidemiologiche hanno mostrato che in Cina almeno un membro delle famiglie di più della metà dei pazienti di COVID-19 aveva contratto la malattia e che dal 75 percento all’80 percento di gruppi infezione ricorrevano all’interno delle famiglie.
L’isolamento domestico può anche rappresentare un’imposizione dura per i pazienti e potrebbe non essere fatto rispettare in maniera rigorosa. Inoltre, è difficile monitorare la progressione della malattia a casa.

Le statistiche mostrano che prima dell’introduzione degli ospedali temporanei a Wuhan, il tempo che intercorreva tra l’insorgenza di sintomi gravi e il ricovero in terapia intensiva arrivava a 10 giorni. Gli ospedali d’emergenza hanno ridotto notevolmente i ritardi.

I ricercatori hanno detto che questi ospedali hanno tre caratteristiche distinte, ossia i tempi rapidi di costruzione, le dimensioni massicce e il basso costo. Hanno anche diverse funzioni che li distinguono dalle strutture precedentemente utilizzate per il controllo delle emergenze di salute pubblica.
Gli autori dello studio hanno sottolineato che gli ospedali di fortuna hanno svolto un’importante funzione di triage, separando i pazienti in base alla gravità dei sintomi, che non era un punto focale dei precedenti ospedali di fortuna e da campo.

Gli ospedali d’emergenza sono anche arrivati a rappresentare uno standard di assistenza a livello nazionale, piuttosto che una misura temporanea di emergenza per colmare una lacuna fino a quando non si sarebbe resa disponibile una migliore capacità di trattamento su larga scala.

Inoltre, non hanno solamente svolto la funzione di strutture sanitarie ma sono anche servite come spazi sociali, fornendo l’essenziale per il sostentamento, il sostegno emotivo e il coinvolgimento sociale ai pazienti lontani dalle loro famiglie e dalle loro comunità.

Fino al 10 marzo a Wuhan sono stati costruiti 16 ospedali di fortuna con 13.000 posti letto in un periodo di tre settimane, fornendo assistenza a circa 12.000 pazienti.

Hanno anche contribuito a liberare le scarse infrastrutture mediche degli ospedali di livello superiore, come le unità per il supporto respiratorio e la terapia intensiva, aumentando l’efficienza complessiva dell’assistenza.
A Wuhan, il tasso dei posti letto vacanti negli ospedali tradizionali designati per la cura dei pazienti di COVID-19 è aumentato dal 4 percento il 4 febbraio al 16 percento il 22 febbraio, quando 16 ospedali di fortuna avevano iniziato ad accogliere pazienti.

Lo studio afferma che la Cina ha tradotto tutte le misure, i manuali di amministrazione e le linee guida cliniche relative agli ospedali di fortuna nelle lingue dei Paesi che si trovano ad affrontare epidemie di COVID-19 in rapida crescita.

La Cina ha anche inviato in altri Paesi esperti con esperienza diretta nella costruzione e gestione di ospedali di fortuna per fornire consulenz

08 aprile 2020

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