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Garavaglia in audizione: mancano 500 milioni per il contratto sanità

Categoria: DEF e Legge Bilancio, Regioni e SSR



Con il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, "gli aumenti" del comparto sanità sono a carico delle Regioni e costano "1,3 miliardi di euro". Dunque "se inizialmente erano stati messi nel Fondo 800 milioni in più" rispetto all'anno scorso "con queste spese di fatto il Fondo si riduce di mezzo miliardo di euro", è quanto ha affermato in audizione in Commissione congiunte Bilancio dei Camera e Senato in merito alla Legge di Bilancio per Coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia (Assessore della Regione Lombardia).

 

 

Il fondo sanitario nazionale stabilito dalla legge di Bilancio a 113,4 mld nel complesso "si riduce di 500 mln" rispetto al passato. "Andiamo sotto la soglia non solo simbolica ma oggettiva di tenuta del sistema del 6,5% del Pil, e ci avviciniamo a un modello 'Grecia'" ha  sostenuto Garavaglia.

All'audizione hanno partecipato anche la vicepresidente della Regione Basilicata, Flavia Franconi, e l'assessora al bilancio della Regione Lazio, Alessandra Sartore (e coordinatrice vicaria della commissione Affari Finaziari della Conferenza delle Regioni).

"La scelta di avere una sanità come quella della Grecia per noi e' sbagliata, ma se questa è la scelta del Parlamento e del Governo ne prenderemo atto", ha aggiunto Garavaglia che ha pure ricordato che l'Oms "dice che quando scende si scende sotto 6,5% del Pil si riduce anche l'aspettativa di vita, quindi è una scelta molto drastica".

"Non c'è nessun aumento" del Fondo sanitario nazionale. "Perchè‚ nel 2018 le risorse a disposizione sono 113,4 miliardi e non 114 miliardi, perché una quota delle risorse va destinata alle Regioni a statuto speciale". "Si rifanno i contratti" per il pubblico impiego, "ma sarebbe opportuno metterci le risorse". Con il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, "gli aumenti" del comparto sanità sono a carico delle Regioni e costano "1,3 miliardi di euro". Dunque "se inizialmente erano stati messi nel Fondo 800 milioni in più" rispetto all'anno scorso "con queste spese di fatto il Fondo si riduce di mezzo miliardo di euro".

Alle Regioni dovrebbero essere riconosciuti 400 milioni di euro per gli investimenti, al pari di quanto è stato fatto nel 2017 –  ha chiesto il coordinatore degli assessori al Bilancio della Conferenza delle Regioni che fra l'altro ha lasciato agli atti un documento di prime valutazioni sulla manovra approvato dalla Conferenza delle Regioni il 2 novembre. Tra le proposte lanciate dall'assessore lombardo figura anche la rimodulazione dello stanziamento sull'edilizia sanitaria per un importo di 150 milioni, anche in relazione all'allungamento delle procedure previste dal nuoco Codice degli Appalti; e l'utilizzo "per almeno 178 milioni" del Fondo esigenze indifferibili a decorrere dal 2018.

Il testo dell'audizione




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