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“Con l’avvio delle trattative all’Aran per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione, prende ufficialmente il via la tornata contrattuale 2025-2027. Le risorse economiche sono già state stanziate nella legge di Bilancio, rendendo possibile l’apertura dei tavoli negoziali, non appena saranno definiti l’accordo quadro e la rappresentatività sindacale, a valle delle elezioni RSU.
Per il comparto delle Funzioni Centrali, il cui accordo collettivo è stato firmato definitivamente nel gennaio 2025, esistono tutte le condizioni per un avvio tempestivo delle trattative. Per gli altri comparti – Enti locali, Sanità, Istruzione e Ricerca – l’obiettivo è giungere alla firma degli accordi 2022-2024 entro l’estate, così da consentire un’immediata partenza della nuova tornata contrattuale. Nei prossimi giorni si svolgeranno le riunioni dedicate ai rinnovi ancora in corso.
L’auspicio è che, da parte di tutti, vi sia la volontà di chiudere quanto prima le intese ancora aperte e proiettarsi con decisione verso il nuovo triennio, consentendo una continuità contrattuale mai realizzata prima“.
E’ quanto si legge in una nota stampa diffusa ieri al termine dell’incontro in Aran sulla definizione di aree e comparti, tradizionale mossa d’avvio per i negoziati sul triennio contrattuale.
Firmare «entro l’estate» gli accordi 2022/24 su sanità, enti locali e istruzione, per «consentire un’immediata partenza della nuova tornata contrattuale» forte delle «risorse già stanziate nella legge di bilancio» che per la prima volta si è occupata anche del futuro, è l’obiettivo indicato ieri dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
“Sullo sfondo resta l’ipotesi di un’erogazione unilaterale delle risorse con atto del Governo, ventilata in passato dallo stesso ministro per la Pa . La mossa permetterebbe di portare in busta paga i fondi già presenti nel bilancio pubblico, ma metterebbe in un angolo le novità normative previste dagli schemi di contratto, decisivi peraltro anche per la distribuzione delle risorse negli integrativi” si legge invece in un articolo de Il Sole 24 Ore.
