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Via libera del Cdm al Def, senza la parte programmatica

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha inviato il testo alle Camere

Categoria: DEF e Legge Bilancio, Google News



Il Consiglio dei ministri riunito ieri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2024.

In considerazione della necessità di attendere la conclusione dell’iter di approvazione delle nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea, che introducono il Piano fiscale-strutturale di medio termine quale strumento per l’indicazione degli obiettivi di legislatura, il DEF non riporta il profilo programmatico. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo. A legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della NADEF 2023. Il DEF contiene inoltre il valore delle politiche invariate.

Indicatori di finanza pubblica – Quadro tendenziale

2024
Pil 1 – Deficit 4,3 – Debito 137,8

2025
Pil 1,2 – Deficit 3,7 – Debito 138,9

2026
Pil 1,1 – Deficit 3 – Debito 139,8

2027
Pil 0,9 – Deficit 2,2 – Debito 139,6

Fonte: comunicato stampa di fine seduta

Il debito pubblico in risalita previsto dal Def“, ha spiegato il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti nel corso della conferenza stampa, “è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del superbonus nei prossimi anni” ma dopo il 2026 “comincerebbe a scendere“. Il ministro ha anche sottolineato, tra l’altro, che l’obiettivo politico del governo in vista della prossima legge di bilancio è “replicare il taglio del cuneo anche nel 2025“. “Nel Def” ha aggiunto “continua ad andare bene anche l’occupazione, prevediamo un tasso di disoccupazione in costante diminuzione“.

Giorgetti, infine, ha ricordato che non è la prima volta che il Def ha solo le stime tendenziali. Ci sono ben quattro precedenti e, anche in ambito europeo, l’Italia non sarà l’unico Paese a presentare un Def semplificato proprio per la natura di transizione delle nuove regole europee che entreranno in vigore dal 1 gennaio 2025.

Il Documento di economia e finanza approvato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro Giorgetti è l’ultimo in questo formato. La riforma della governance economica europea (ancora in via di approvazione) si baserà, infatti, su un nuovo documento, il Piano fiscale strutturale di medio periodo che indicherà gli obiettivi programmatici di legislatura. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo. In attesa di queste tempistiche e della definizione della traiettoria di riferimento per la spesa primaria netta (nuovo indicatore univoco alla base della nuova governance) il Def non riporta il profilo programmatico.

Tuttavia, è bene precisare che, a legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della Nadef 2023. Il Def contiene, inoltre, il valore delle politiche invariate.

Il video della conferenza stampa




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