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26 maggio 2022

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Vaiolo delle scimmie. Situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi

Categoria: Ministero della salute e SSN

Vaiolo delle scimmie. Situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi

Il Ministero della salute fornisce aggiornamenti sulla diffusione del virus del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus,MPXV) nel mondo e i 6 casi attualmente notificati in Italia.

Con riferimento agli operatori sanitari la circolare afferma che: La trasmissione agli operatori sanitari esposti a pazienti affetti da MPX è possibile, dato il rischio di trasmissione di altri orthopoxvirus, come il vaiolo.

In ambito sanitario, la prevenzione della trasmissione si basa su adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni.

Si ritiene che l’MPX si trasmetta principalmente attraverso droplet e il contatto diretto con i fluidi corporei o il materiale delle lesioni. La probabilità di trasmissione dell’infezione agli operatori sanitari che indossino dispositivi di protezione individuale appropriati (camice monouso, guanti monouso, copriscarpe o stivali monouso, protezione respiratoria tipo FFP2, e protezione degli occhi con occhiali o visiera) è molto bassa e la malattia ha un impatto stimato basso, il che porta a un rischio complessivo basso. Il rischio per gli operatori sanitari che hanno contatti ravvicinati non protetti con casi di MPX (ad esempio, contatto con lesioni aperte senza guanti, intubazione o altre procedure mediche invasive) è valutato come moderato, equivalente a quello di un contatto ravvicinato.

Con riferimento agli animali il Ministero spiega che “attualmente, si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo, e la trasmissione dall’uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile. Un tale evento di spill-over potrebbe in ultima analisi portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica“.

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