Rassegna Stampa
05 maggio 2026
Riforma professioni sanitarie. Più flessibilità per medici e infermieri, revisione tetto di spesa per il personale, nuovo status per gli specializzandi. Ecco gli emendamenti della maggioranza
Fonte: quotidianosanita.it
Si punta a superare l’incompatibilità per i professionisti del Ssn, a introdurre piani di retention per gli infermieri e a definire un nuovo inquadramento giuridico per gli specializzandi. Prevista anche l’equiparazione dei requisiti di accesso alla dirigenza per chi ha dottorato o specializzazione.
a maggioranza ha depositato in Commissione Affari sociali alla Camera un pacchetto di emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie: dalla carenza di personale alla rigidità dei vincoli di incompatibilità, dallo status giuridico degli specializzandi alla necessità di trattenere i professionisti nei servizi.
Uno dei filoni più rilevanti riguarda il superamento dei vincoli di incompatibilità. Con l’emendamento 3.24, si propone di consentire ai medici dipendenti e convenzionati del Servizio sanitario nazionale di svolgere attività professionale aggiuntiva presso soggetti pubblici o privati accreditati al di fuori dell’orario di lavoro, previa comunicazione all’azienda di appartenenza. Una misura analoga, con l’emendamento 3.38, viene estesa al personale non dirigenziale infermieristico, ostetrico e delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. L’obiettivo è favorire l’integrazione multiprofessionale e il potenziamento dell’assistenza, senza però intaccare i doveri d’ufficio e la sicurezza delle cure.
Sul fronte della dirigenza medica, l’emendamento 3.37 punta a superare la rigida dicotomia tra regime di esclusività e non esclusività, introducendo meccanismi di incentivazione economica e progressione professionale legati al merito, alla produttività e alla qualità delle prestazioni, con un’attenzione specifica alla riduzione delle liste d’attesa.
Un altro capitolo fondamentale riguarda i medici in formazione specialistica. L’emendamento 3.26 propone di riconoscere loro uno specifico status giuridico, coerente con la natura formativa e professionalizzante dell’attività svolta e con le responsabilità assistenziali progressivamente assunte. L’emendamento 3.3, invece, mira a riordinare le forme di lavoro flessibile per gli specializzandi (estendendo la platea oltre i medici) e a sviluppare una metodologia comune di pianificazione del numero di specializzandi per ciascuna specializzazione sanitaria.
Per quanto riguarda la professione infermieristica, l’emendamento 3.42 introduce misure strutturali per favorire il mantenimento in servizio: piani di retention che garantiscano benessere organizzativo, carichi di lavoro sostenibili, equilibrio vita-lavoro e progressione di carriera clinica e gestionale. Viene inoltre disciplinato il reclutamento internazionale di personale sanitario, uscendo dalla logica emergenziale e prevedendo il rispetto del Codice di condotta dell’Organizzazione mondiale della sanità, la certificazione delle competenze linguistiche e la validazione delle competenze cliniche.
Sul piano organizzativo, l’emendamento 3.63 propone la revisione del tetto di spesa per il personale sanitario delle aziende e degli enti del Ssn, per far fronte alla carenza di organici e assicurare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. L’emendamento 3.62 punta a riordinare la disciplina delle indennità correlate a specifici ambiti assistenziali e dei regimi di tassazione agevolata per il lavoro straordinario.
Un intervento significativo riguarda anche i massofisioterapisti. Con l’emendamento 4.01 si istituisce un piano nazionale di integrazione formativa per coloro che hanno conseguito il diploma triennale dopo il 19 marzo 1999 e sono iscritti agli elenchi speciali, con almeno 36 mesi di attività lavorativa entro il 30 giugno 2026. Il piano, definito con decreto dei Ministeri della salute e dell’Università, prevede una valutazione individuale del curriculum e dell’esperienza e l’acquisizione di crediti formativi per ottenere l’equivalenza al titolo di laurea in fisioterapia. Gli elenchi speciali saranno chiusi definitivamente il 31 dicembre 2030.
Tra le altre disposizioni di rilievo, l’emendamento 6.06 modifica i requisiti di accesso alla dirigenza del Ssn per i ruoli professionale, tecnico e amministrativo, consentendo ai candidati in possesso di un dottorato di ricerca o di un diploma di specializzazione di partecipare ai concorsi con almeno tre anni di servizio effettivo, in deroga al requisito ordinario di cinque anni. L’emendamento 7.01, infine, consente la reiscrizione all’albo per il sanitario radiato per fatti non dolosi connessi alla pandemia, a condizione che sia ancora pendente il ricorso dinanzi alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (e, in caso di condanna penale, dopo la riabilitazione).
Di seguito, più nel dettaglio, gli emendamenti di maggioranza depositati.
