Rassegna Stampa
29 luglio 2026
Quando l’AI entra nei processi decisionali dei medici, chi è responsabile?
Fonte: quotidianosanita.it
L’intelligenza artificiale entra con una velocità disarmante nel lavoro del sanitario, fuori dall’Italia si sta già concretizzando anche un ingresso nel processo decisionale sul paziente. Ma in caso di danno, chi risponde? Cinque esperti su Nature configurano un sistema di classificazione del rischio AI e ribadiscono l’esigenza di stabilire regole chiare “prima che ce ne sia bisogno”.
Con l’integrazione sempre più veloce dell’intelligenza artificiale in sanità, si fa sempre più urgente l’esigenza di rispondere al quesito: chi è responsabile quando in un contesto sanitario viene utilizzata l’AI per prendere decisioni? Se lo sono chiesto i cinque autori (Kyle Lam, Mindy Nunez Duffourc, Jiankai Sun, Eric Topol e Jianing Qiu) di un articolo su Nature, che hanno individuato i “vulnus” e prospettato una possibile soluzione per i possibili sviluppi legali.
Al momento, infatti, le responsabilità professionali sono ben definite nella giurisprudenza dei singoli paesi: il medico e la struttura rispondono sulla qualità delle cure e sull’organizzazione dei processi, mentre il produttore risponde sui difetti di eventuali dispositivi medici. Cosa succede però, quando l’AI viene coinvolta nel processo decisionale sul percorso terapeutico di un paziente e, in caso di danno, il medico non riesca a risalire al ragionamento utilizzato dall’algoritmo?
