Rassegna Stampa

02 settembre 2025

Pensioni, il governo fa cassa sui diritti già maturati tagliando l’assegno dei dipendenti pubblici

Fonte: editorialedomani.it

La misura coinvolge, entro il 2043, oltre 730mila lavoratrici e lavoratori. A essere colpiti non sono i privilegi ma i diritti contributivi maturati. Cgil: «Si introducono interpretazioni dell’Inps che superano la normativa». La propaganda ufficiale insiste sul “superamento della Fornero”, ma i dati smentiscono la narrazione. E l’effetto complessivo è paradossale

Il 25 agosto 2025 l’Inps ha tolto ogni dubbio: con il messaggio n. 2491 l’istituto ha confermato l’applicazione dei tagli alle pensioni dei dipendenti pubblici che andranno in quiescenza prima dei 67 anni. Non si tratta di un aggiustamento tecnico, ma dell’esecuzione di un’operazione politica precisa, prevista dalla legge di bilancio 2025: una sforbiciata alla quota retributiva degli assegni pensionistici per chi, al 31 dicembre 1995, aveva meno di 15 anni di contributi versati nelle gestioni Cpdel, Cps, Cpi e Cpug. Una platea numerosa e definita: oltre 730mila lavoratrici e lavoratori entro il 2043.

Il messaggio Inps arriva dopo mesi di silenzi e interpretazioni, ma ora la cornice è chiara: chi accede alla pensione anticipata – dunque prima dei 67 anni, nuova soglia ordinamentale – si vedrà decurtata la parte più solida dell’assegno. A essere colpiti non sono i privilegi ma i diritti contributivi maturati secondo le regole vigenti all’epoca.

02 settembre 2025

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