Rassegna Stampa
17 settembre 2025
Pensioni, così gli assegni sopra i 2.500 euro hanno perso 13mila euro in dieci anni
Fonte: ilsole24ore.com
Per i pensionati con trattamenti sopra i 2.500 euro lordi (meno di 2mila euro il netto) la perdita legata alla rivalutazione ridotta è quantificabile nei prossimi 10 anni in almeno 13mila euro, valore destinato a salire progressivamente più aumenta l’assegno pensionistico, che arriva fino ai 115mila per i percettori di assegni oltre i 10mila euro lordi (6mila circa il netto). Questa penalizzazione riguarda oltre 3,5 milioni di pensionati, una platea pari a poco più di un quinto dei pensionati (il 21,9%), con redditi oltre 4 volte il trattamento minimo – attualmente fissato in 616,67 euro –, gli stessi che pagano il 62% dell’Irpef sulle pensioni, dopo aver versato molti contributi nella loro vita attiva.
È il quadro tracciato da Itinerari Previdenziali e Cida che hanno presentato a Roma l’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate “La svalutazione delle pensioni in Italia”, uno studio che analizza gli effetti sulle rendite dei meccanismi di rivalutazione delle pensioni applicati negli ultimi trent’anni, concentrandosi soprattutto sulle novità introdotte dalle più recenti manovre finanziarie, in particolare la Legge di Bilancio 2024 del governo Meloni per il triennio 2024-2026. Che complice l’elevata fiammata inflazionistica del biennio 2023-2024, ha penalizzato «come mai prima i pensionati che più hanno contribuito al sistema», misura peraltro «non esente da possibili profili di incostituzionalità», con particolare riferimento alle quote di pensione calcolate con metodo contributivo, che prevederebbe la rivalutazione piena degli assegni.
