Rassegna Stampa
23 maggio 2025
Il malessere del ceto medio italiano: il 45% ha ridotto i consumi, il 51% spinge i figli ad andare all’estero
Fonte: ilsole24ore.com
Due italiani su tre si sentono ceto medio, ma più della metà teme che i propri figli staranno peggio. Oltre il 70% chiede meno tasse sui redditi lordi. Cuzzilla: «Il tempo delle analisi è finito: servono scelte nette».
Colpito dal fisco, escluso dal welfare, ignorato nei riconoscimenti. Eppure, è un ceto medio che resiste: investe nei figli, tiene in piedi famiglie e territori con una generosità silenziosa. «Ma quanto può sopportare ancora?». È la domanda, e al tempo stesso il grido d’allarme, lanciato da Stefano Cuzzilla, commentando il secondo rapporto Cida-Censis «Rilanciare l’Italia dal ceto medio. Riconoscere competenze e merito, ripensare fisco e welfare», commissionato da Cida, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità, e presentato oggi, 22 maggio, durante un convegno alla Camera.
Il paradosso del ceto medio
Senza girarci troppo intorno il ceto medio vive un paradosso insostenibile: «È il punto di tenuta del Paese. È troppo ricco per ricevere aiuti, troppo povero per costruire futuro», ha aggiunto Cuzzilla, appena confermato alla guida della Cida. Due italiani su tre si sentono ceto medio, ma più della metà teme che i propri figli staranno peggio. Più di otto su dieci non vedono riconosciuto il valore delle proprie competenze nel reddito. E oltre il 70% chiede meno tasse sui redditi lordi.
