Rassegna Stampa
01 settembre 2026
Diventare medico è una scelta, non una vocazione
Fonte: lavoce.info
Una buona programmazione del fabbisogno di medici è indispensabile. Però non basta. Perché il numero dei posti può essere deciso amministrativamente, ma le scelte dei giovani dipendono dagli incentivi che le diverse professioni e specialità mediche offrono.
Numero di medici e programmazione in due notizie
Sulla situazione che caratterizza il lavoro medico si contrappongono spesso due spiegazioni. Da un lato, la difficoltà di alcune specialità nel reclutare giovani medici; dall’altro, gli errori nella programmazione delle borse di specializzazione. Due notizie recenti suggeriscono che questa contrapposizione rischia di essere fuorviante.
La prima notizia riguarda uno studio pubblicato su una rivista accademica di area medica, che analizza i dati ufficiali dei concorsi nazionali per l’accesso alle scuole di specializzazione tra il 2019 e il 2025, confrontando la medicina d’emergenza-urgenza (Meu) con le altre specialità. Secondo gli autori, contrariamente a quanto spesso si dice, la Meu non sarebbe interessata da una vera e propria “crisi di vocazione”. La quota di posti coperti è effettivamente diminuita, passando da circa il 90 per cento nel 2019 al 25 per cento nel 2024, per poi risalire al 47 per cento nel 2025. Ma nello stesso periodo il numero dei contratti di specializzazione è più che raddoppiato, passando da 391 a 954; di conseguenza, nonostante il forte calo del tasso di copertura, il numero assoluto dei giovani medici che hanno scelto la medicina d’urgenza è aumentato.
