Rassegna Stampa

07 aprile 2021

Covid: Santa Sede, disuguaglianze inaccettabili nelle cure

Fonte: Agi

La pandemia “ha esacerbato il grande divario tra paesi più avvantaggiati rispetto a quelli meno, nell’accesso alle cure e ai trattamenti sanitari, un fatto deplorevole che persiste nonostante la situazione sia stata denunciata a più riprese da varie istituzioni; disparità e disuguaglianze inaccettabili che negano la salute a gran parte della popolazione nelle ‘periferie del mondo'”. E’ la denuncia del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, nel Messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Salute 2021, che si celebra oggi.

“L’umanità – sottolinea Turkson – stenta a riconoscere che il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi, nel perseguimento del bene comune, che è contemporaneamente bene di tutti e di ciascuno, di cui deve farsi carico, anche e soprattutto, la comunità civile”. E’ auspicabile che, continua il Prefetto citando il Messaggio di Papa Francesco alla XXXII Conferenza Internazionale sul tema: “Affrontare le disparità globali in materia di salute” del 18 novembre 2017, “l’armonizzazione del diritto alla tutela della salute e del diritto alla giustizia venga assicurata da un’equa distribuzione di strutture sanitarie e di risorse finanziarie, secondo i principi di solidarietà e di sussidiarietà”.

“Su questi due principi si possono costruire sistemi sanitari più equi e più giusti. Ma per far ciò occorre innanzitutto ripensare il concetto di salute, come salute integrale”, prosegue Turkson che “per un mondo più giusto e più sano” sottolinea quanto sia “necessario acquisire uno sguardo diverso sulla salute umana e sulla cura che tenga conto della dimensione fisica, psicologica, intellettuale, sociale, culturale e spirituale della persona”.

“È urgente – aggiunge nel Messaggio Turkson – prendersi cura di coloro che ci hanno curato. I governanti e responsabili delle politiche economiche e sanitarie hanno la responsabilità di garantire condizioni di lavoro migliori degli operatori sanitari. Ciò richiede investimenti economici misurati, prudenti ed etici, che siano volti ad accompagnare lo sviluppo delle potenzialità umane; parimenti si indica la formazione degli operatori sanitari alla salute integrale come bene di singole persone e della collettività; questo chiama a promuovere la prevenzione, la cura e la pedagogia per un’educazione alla salute integrale”.

Occorre inoltre “una maggiore attenzione alle istituzioni sanitarie, in particolare a quelle prive di sostegno finanziario da parte dello Stato, come quelle della Chiesa e delle comunità di fede, che in vari angoli della terra, spesso remoti, rappresentano gli unici presìdi per garantire l’accesso alle cure sanitarie”.

“L’anno 2020 sarà ricordato come un anno spartiacque tra un primo e un dopo. La pandemia – osserva – ha inciso profondamente sulle nostre vite e sulla nostra società; essa ha aggravato vecchi problemi sociali, soprattutto le disuguaglianze, come quelle nell’accesso alle cure. L’impatto della pandemia è stato più forte sulle comunità più vulnerabili, più esposte alla malattia, con meno possibilità di avere accesso ai servizi sanitari di qualità”.

Le disuguaglianze sanitarie “sono ingiuste, ma sono anche prevenibili con strategie che mirino a garantire un equo accesso all’assistenza sanitaria, soprattutto per i gruppi più vulnerabili ed emarginati. Una maggiore equità nella tutela della salute nel mondo si può raggiungere solo attraverso un rinnovato impegno morale da parte dei paesi con maggiori risorse verso i paesi più bisognosi. È auspicabile che si arrivi a garantire a tutti gli individui e a tutte le comunità la copertura sanitaria universale. È un obbiettivo impellente da raggiungere per costruire un mondo più giusto e più sano, un mondo migliore, un mondo di pace che sogniamo e crediamo ancora possibile”, conclude il Messaggio di Turkson.

07 aprile 2021

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