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16 febbraio 2026

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Ospedali universitari, FVM: disciplina chiara per integrare assistenza, didattica e ricerca

Categoria: Comunicati, Formazione e Accesso SSN

Ospedali universitari, FVM: disciplina chiara per integrare assistenza, didattica e ricerca

Il Vice Presidente Vicario di FVM, Fabiola Fini, ha partecipato al gruppo di lavoro del Ministero dell’Università e della Ricerca incaricato di analizzare gli esiti della sperimentazione prevista dal d.lgs. n. 517/1999 sugli ospedali universitari riunito il 13 febbraio scorso.

Il Decreto legislativo 517/1999 “Disciplina dei rapporti fra Servizio Sanitario Nazionale ed università” all’articolo Art. 2 prevedeva, per un periodo transitorio di quattro anni dalla sua entrata in vigore, che le aziende ospedaliero-universitarie si articolassero, in via sperimentale, in due tipologie organizzative.

La prima tipologia: aziende ospedaliere costituite in seguito alla trasformazione dei policlinici universitari a gestione diretta, denominate Aziende Ospedaliere Universitarie Integrate con il Ssn.

La seconda tipologia: aziende ospedaliere costituite mediante trasformazione dei presidi ospedalieri nei quali insiste la prevalenza del corso di laurea in medicina e chirurgia, anche operanti in strutture di pertinenza dell’università, denominate Aziende Ospedaliere Integrate con l’Università.

  • Il periodo transitorio doveva concludersi con la creazione di una disciplina armonizzata per l’integrazione delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca; nel quadro della collaborazione tra Regioni e Università, definendo l’azienda di riferimento per le attività assistenziali, purtroppo questo periodo è durato più di dieci anni. Il Decreto Legislativo 517/1999 costituisce la norma regolatoria per la disciplina dei rapporti tra: SSN, Regioni e Università.
  • Elemento qualificante è l’integrazione dell’assistenza ospedaliera con la didattica universitaria e la ricerca clinica, disciplinata da un Protocollo d’intesa Regione–Università, sottoposto a valutazione dei Ministeri competenti (Salute e Università).

Per FVM la distinzione tra Aziende Ospedaliero-Universitarie integrate con il SSN (AOU) e Aziende Ospedaliere Integrate (AOI) con il sistema universitario necessita un approfondimento sul profilo del personale impiegato.

  • Una differenza rilevante emerge nella procedura di conferimento dell’incarico di Direttore di Struttura Complessa.
  • Nelle AOU la nomina avviene tramite designazione o proposta dell’Università, previo accordo con la Regione e con l’Azienda sanitaria, secondo quanto previsto dagli artt. 6-8 del d.lgs. n. 517/1999. Tale disciplina risponde all’esigenza di garantire continuità e coerenza tra attività assistenziale e attività didattico-scientifica, richiedendo una figura dotata non solo di competenze cliniche di livello apicale, ma anche di qualificazione scientifica e titolarità accademica.
  • Diversamente, nelle Aziende Ospedaliere Integrate — prive di integrazione strutturale con l’Università e orientate alla sola funzione assistenziale — il medesimo incarico è conferito mediante concorso pubblico, con valutazione comparativa dei titoli e colloquio tecnico.
  • Ne deriva che la diversità dei procedimenti non integra una disparità di trattamento, ma costituisce espressione della differente natura funzionale dei due modelli: nelle AOU prevale la logica dell’integrazione didattico-assistenziale e della qualificazione scientifica, nelle AOI (o ACOI nella terminologia regionale) prevale invece la logica del servizio sanitario universale e della selezione concorsuale aperta.
  • In questo senso la distinzione tra AOU e AOI, con la diversa modalità di nomina dei direttori di struttura rappresenta una delle cause della non integrazione tra aziende ospedaliere universitarie e Servizio Sanitario Nazionale.

Da tale assunto nasce l’esigenza di superare il quadro normativo definito dal d.lgs. n. 517/99 e la mancata realizzazione del modello organizzativo unico delle AOU, introducendo soluzioni innovative che perseguendo l’obiettivo irrinunciabile dell’integrazione delle funzioni didattiche, di ricerca e di assistenza, identifichino un nuovo soggetto di riferimento per garantire il supporto assistenziale alle attività di didattica e ricerca esercitate dagli Atenei, riaffermando la centralità di tali ultime funzioni.

Oggi, il modello di integrazione strutturale sistemica tra assistenza, didattica e ricerca è quello delle AOU, ma è un modello incompleto, perché alcune aziende ospedaliere universitarie formalmente operanti sul territorio nazionale, risultano prive del necessario titolo costitutivo, essendo sprovviste del DPCM previsto dall’art. 8 del d.lgs. n. 517/1999.

Questa deficienza strutturale richiederebbe un intervento legislativo urgente con la continuazione del confronto con tra istituzioni, Parlamento e sindacati.

Le aziende ospedaliere universitarie costituiscono un importante ambito di contaminazione tra saperi, esperienze operative di pratica clinica e momenti di innovazione legati alla ricerca scientifica. Queste realtà vanno salvaguardate ma allo stesso devono essere messe in grado di dare un contributo nella cura e nell’assistenza dei pazienti. Pensiamo solo a come potrebbero contribuire ad arrestare il collasso delle strutture del SSN di Pronto Soccorso ed emergenza, che come dimostrato, è dovuto in minima parte dal flusso in entrata bensì alla mancanza di posti letto per impedire la permanenza impropria e il congestionamento del servizio.

In questo senso auspichiamo che il nuovo Protocollo di Intesa tra Regione e Università per regolare i rapporti in materia di attività sanitaria tra Università e SSN nell’ambito ex L.240/2010 possa riuscire a sciogliere tutti i nodi critici legati alla mancanza di una disciplina organica che ha prodotto assetti eterogenei sul territorio nazionale e difficoltà nella governance delle strutture ospedaliere universitarie e che possa rispondere alle nuove necessità di bisogno di salute del nostro Paese, normando, in modo definitivo, le convenzioni alle quali devono attenersi le università e le regioni per regolare i rapporti in materia di attività sanitarie svolte per conto del Servizio Sanitario Nazionale.

Consapevole delle difficoltà operative del Gruppo di Lavoro delle Aziende ospedaliero-universitarie, dovendo esso operare per il nuovo protocollo nella cornice dell’ art.8 del d.lgs 517/1999, FVM chiede che il Nuovo Protocollo, pur non avendo una valenza legislativa per la sua natura pattizia, cerchi, per quanto possibile, di ridurre le criticità esistenti e fare chiarezza in merito ai profili istituzionali, ai percorsi di carriera e ai criteri di selezione.

FVM chiede quindi che si vari al più presto, in via definitiva, con provvedimento legislativo ad hoc la riforma del settore continuando il confronto con le organizzazioni sindacali.