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24 novembre 2022

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La sanità affonda

Categoria: CCNL, Comunicati, Governo e Parlamento, Lavoro e Professione, Ministero della salute e SSN, Pubblico Impiego - PA

La sanità affonda

IL GOVERNO LICENZIA LA MANOVRA CON UN FINANZIAMENTO IRRISORIO

IL PNRR DA 19,7 MILIARDI FINANZIA STRUTTURE CHE RESTARANNO SENZA PERSONALE SANITARIO

IL MES OFFRE FINANZIAMENTI ALLA SANITA’ A COSTO MINORE DEI BTP EMESSI MA NON PIACE

IL MEF NON LICENZIA L’ATTO DI INDIRIZZO PER IL CONTRATTO DI MEDICI, VETERINARI E SANITARI

NON CI RESTA CHE PIANGERE … O REAGIRE PER CAMBIARE LE COSE

Secondo le Regioni nei prossimi 3 anni mancheranno 15 miliardi alla sanità. Le risorse minime, le più urgenti, per reintegrare parte del personale mancante per sostenere il caro energia che ha fatto lievitare i costi dei servizi e delle forniture, per lasciare le cose sostanzialmente invariate, cioè in scivolamento su un piano inclinato di declino progressivo.
Nella fase emergenziale le contraddizioni che il sistema delle autonomie aveva in corpo si sono tutte saldate tra loro e hanno determinato la crisi più ampia del welfare nazionale, facendo a pezzi le difese delle fasce più fragili della popolazione, indigenti, poveri, nuovi poveri, anziani e malati.
Chi ha retto e regge il sistema non sono le teorie aziendalistiche o il management tecnico-politico ma i dipendenti e i convenzionati del Servizio sanitario nazionale che ogni giorno tengono acceso l’altoforno SSN in cui si bruciano i destini di molte persone e si consuma il modello universalistico e solidaristico della sanità pubblica costituzionale.
Tutti hanno usato parole di encomio nel pieno della pandemia. Tutti hanno parlato di rilancio della sanità pubblica. Tutti hanno previsto riconoscimenti adeguati al personale sanitario che ha lottato in questi due anni per salvare migliaia di persone e per vedere ora rinnovare il contratto dei dipendenti del comparto con un aumento poco superiore al 4% quando l’inflazione media 2022 sarà del 9% e nel 2023 supererà il 12%.
L’atto d’indirizzo per avviare la contrattazione della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria giace nei cassetti del MEF. Il budget, in ogni caso, resta sempre un più 4% per un contratto 2019-2021 scaduto quindi da un anno che avrebbe dovuto regolare e remunerare il lavoro del triennio precedente.
Dopo tutte le immaginifiche e fantasiose proposte sulla legge di bilancio un gesto futurista sarebbe stato ben accetto così da poter negoziare e sottoscrivere un contratto 2019-2021 e congiuntamente 2022-2024 per tutto il personale della sanità, e con risorse adeguate.
Invece il governo Meloni-Salvini-Berlusconi intende costruire un “nuovo patto fiscale”. Una quota della manovra dovrebbe andare in misure come il taglio al cuneo fiscale, la Flat Tax, la soglia aumentata dei premi detassati e i fringe benefit, il premio per i matrimoni, e altre forse ne arriveranno.
Non si vedono misure utili a dare impulso alla sanità pubblica che è sostanzialmente dare impulso al personale del SSN che sta manifestando comprensibili sintomi di stanchezza e disagio, un conseguente aumento della disaffezione verso il lavoro nel SSN, la fuga dei professionisti verso il privato e un danno irreparabile alla esigibilità del diritto alla salute.
A nostro avviso invece occorre che tutto il personale che ha operato nel SSN: dipendente e convenzionato, sanitario e amministrativo, dirigente e professionale, trovi in questa legge di bilancio un riconoscimento economico che inverta i fattori e mostri la stima e la valorizzazione del lavoro in sanità, dal luminare direttore di dipartimento al lavoratore di più elementare mansione.
La modalità per gratificare chi lavora in sanità, se non può essere data dalla contrattazione, deve essere trovata nella legge di bilancio.
Non basta detassare il lavoro accessorio, non basta mettere premi sul disagio in PS, occorre legiferare un finanziamento che determini un adeguato incremento del reddito del personale del SSN. Le strade sono solo due: o un finanziamento finalizzato all’aumento di voci contrattuali strutturale e ricorrenti o un taglio dell’imposizione fiscale sul reddito.

Se non si vuole una privatizzazione sostanziale e irreversibile della sanità.

Se si vogliono colmare i differenziali di assistenza nord-sud.

Se si vogliono perseguire Livelli di eccellenza diffusi in sanità pubblica in tutto il paese anziché declinanti livelli essenziali di assistenza.

Se si vuole evitare che aumentino i viaggi della speranza,

Se si vuole perseguire lo stesso PNRR e non buttare alle ortiche i suoi finanziamenti,

Se si vuole evitare che il mercato del personale diventi il mercato dell’offerta delle prestazioni:

il personale medico, veterinario, sanitario, tutto il personale del SSN non può essere oggi dimenticato e addirittura penalizzato dall’iniqua incentivazione a quel personale che preferirà le agevolazioni della Flat Tax che fa scegliere la libera professione anche ai dipendenti che si offrono ora a gettone alle Aziende del SSN.

Oggi un medico a gettone che lavora 5 turni guadagna più di un primario che lavora un mese, le Aziende sono in ostaggio di cooperative che ne dissanguano i bilanci per soluzioni tampone di qualità discutibile la cui responsabilità ricade sui medici strutturati.

Con questa logica solo la sanità privata sarà capace di reclutare il personale sanitario più qualificato e allora tutti dovremo rivolgerci alle assicurazioni o pagare direttamente le prestazioni e i ricoveri di tasca nostra.

Una legge di bilancio di chi dice di voler governare a lungo nell’interesse di tutti gli Italiani deve agire nell’immediato non solo per ripagare il consenso ma anche per scongiurare questo futuro.

Aldo Grasselli

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