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DL Concretezza. Il parere, negativo delle Regioni

Bongiorno, io vado avanti così

Categoria: Pubblico Impiego - PA, Regioni e SSR

Conferenza Regioni


Al termine della Conferenza Unificata del 31 ottobre il ministro alle Pa Giulia Bongiorno, non nasconde il proprio disappunto sull’esito del confronto con Regioni ed enti locali sul disegno di legge  Concretezza della P.a.

“Ci chiedono che ci sia l’intesa forte, cioè che di fronte all’azione che io prevedo in questa legge di aiuto alle singole Pubbliche Amministrazioni, ci sia sempre un’intesa. Lo spirito – ha spiegato il ministro – è quello di far applicare la legge e non credo che il ministero o lo Stato debbano avere un’intesa per far applicare la legge dello Stato. Ho pregato di meditare bene perché non sto prevedendo nuove responsabilità a carico dei loro dirigenti, chiedo solo l’applicazione della legge già esistente. E’ un mio dovere farla applicare ed evitare di appesantire le procedure per le correzioni con intese, altrimenti parliamo di di semplificazione e poi ogni cosa dev’essere oggetto di negoziazioni e tavoli. Se la loro posizione resta questa io vado avanti così“.

Le Regioni hanno quindi espresso un parere negativo sul disegno di legge “concretezza della P.A.

Abbiamo presentato emendamenti e un documento perché riteniamo pleonastici i controlli previsti nel decreto – ha spiegato Donato Toma, presidente della Regione Molise  che ha rappresentato la Conferenza delle Regioni nella Conferenza Unificata – Abbiamo espresso un parere negativo sul decreto e chiesto una sua rivisitazione fornendo anche spunti. La serie di controlli che viene prevista porterebbe a rallentamenti burocratici per le Regioni. Dunque, perché attivare incombenze se i controlli già ci sono? Inoltre abbiamo chiesto una maggiore condivisione“.

Perplessità anche dall’Anci che per bocca del vicepresidente vicario Roberto Pella, ha dato “un parere condizionato all’accettazione di un emendamento. Il ministro si è riservato di analizzarlo. Chiediamo che questa partita sia condivisa in un reciproco rispetto dei livelli istituzionali. Abbiamo lasciato una porta aperta”.




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