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Dal Consiglio di Stato «sì» ai decreti correttivi senza toccare la delega

Categoria: Governo e Parlamento, Pubblico Impiego - PA



E' stato depositato ieri il parere del Consiglio di Stato 83/2017 richiesto dal Ministero della Pubblica Amministrazione per capire come attuare la sentenza 251/2016 della Corte Costituzionale che bocciava la riforma della PA nella parte in cui ha previsto solo il "parere" delle Regioni e non l'"intesa". 

Nel rilevare l’importanza di portare a termine la riforma, anche "per non far perdere slancio riformatore all’intero disegno", il Consiglio di Stato spiega nel parere che non è necessario intervenire nuovamente sulla legge delega "poiché questa deve ritenersi già riscritta dalla Corte Costituzionale in conformità al dettato costituzionale" prevedendo l'intesa al posto del parere con le Regioni.

E i decreti legislativi già adottati "restano validi ed efficaci fino a una eventuale pronuncia della Corte che li riguardi direttamente, e salvi i possibili interventi correttivi che nelle more dovessero essere effettuati"; il Governo può raggiungere ora l’intesa con le Regioni in Conferenza Stato-Regioni, o in Conferenza unificata a seconda dei casi, secondo la normativa vigente.

Il governo potrà quindi far confluire l'intesa in decreti correttivi che intervengano direttamente sui decreti legislativi già vigenti (antiassenteismo, partecipate, direttori sanitari).

Il parere, infine, segnala l’importanza di intervenire tempestivamente anche per i settori per i quali la delega è scaduta (dirigenza e servizi pubblici) o con una nuova delega o con un normale disegno di legge.

A cura della segreteria FVM




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