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CCNL: rottura delle trattative, sindacati proclamano lo stato di agitazione

Scioperi, assemblee, sit in e una manifestazione nazionale già a partire ottobre

Categoria: CCNL, Comunicati

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Le risposte politiche non sono arrivate e dopo la rottura delle trattative all’Aran i sindacati della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, nella conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione, hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato azioni di protesta che prenderanno il via già a partire da ottobre con giornate di sciopero, una manifestazione nazionale che si terrà a Roma, sit in presso le sede delle istituzioni nazionali e delle Regioni, che sono parte in causa nel mancato finanziamento del contratto.

 

 

 

Noi saremmo pronti a sottoscrivere un accordo ma un accordo che sia onorato dal Governo e in questo momento non c’è traccia della volontà politica per giungere alla sottoscrizione dell’unico contratto del pubblico impiego che ancora manca all’appello, quello della dirigenza del Sistema sanitario nazionale, che si aspetta di essere considerata almeno come il resto dei professionisti al servizio dello Stato.

A questo punto non si tratta solo di nodi economici, ma di risposte politiche: il tema del Ssn coinvolge, è vero, il 70% dei bilanci delle Regioni, ma per il 100% riguarda la vita dei cittadini. E non possiamo considerare un caso l’aumento delle aggressioni ai medici e operatori della sanità; i cittadini si aspettano prestazioni e non un sistema inefficiente che non dà risposte. Le non scelte diventano scelte.

Chiediamo al Governo, che in campagna elettorale ha dichiarato più volte di non voler toccare il SSN, di occuparsene invece, di finanziarlo per farlo diventare più efficiente. Anche attraverso le risorse per i professionisti della sanità che, a fronte del blocco del turn over e in assenza di ricambio generazionale, sono rimasti in corsia e nei servizi a tenere in piedi il Servizio Sanitario, attendono da 10 anni il rinnovo del contratto.

Nel corso delle prossime giornate di protesta ci apriremo all’utenza e spiegheremo che le risorse che pretendiamo non sono solo per i nostri stipendi, ma che altrettanto fortemente ci battiamo per non subire supinamente l’inabissamento del Ssn equo ed universalistico e del diritto alla salute.

ha dichiarato Aldo Grasselli, Presidente FVM durante la conferenza stampa di oggi

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